Nel CAR manca il 40% dei quantitativi e alcuni ortaggi sono spariti

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Le gelate riducono la disponibilità dei prodotti e la scarsità dei volumi ne alza i prezzi
Pallottini: “Le scorte in distribuzione, inevitabili i rincari, timori per i prossimi giorni”   

Roma, 9 gennaio 2017. Il maltempo ha colpito pesantemente anche l’organizzazione  distributiva dei grossisti ortofrutticoli attivi nel Centro Agroalimentare Roma. E dopo gli scambi dell’odierna giornata, il consuntivo del management ha potuto riscontrare  una disponibilità dei volumi ridotta del 40% rispetto ai quantitativi consueti e rincari nei prezzi all’ingrosso di certe referenze schizzati a picchi massimi del 50/60% in più, rispetto ai listini di inizio anno. Valutazione record di 16 euro a cassetta per i fiori di zucca – ovviamente fuori stagione… – e totale indisponibilità delle produzioni attese da Puglia, Abruzzo, Molise, oltre alla penuria di molte produzioni stagionali. Nel più grande e dinamico agromercato all’ingrosso del Paese – qualcosa come 1 milione di tonnellate di ortofrutta commercializzate all’anno – le attività commerciali e quelle distributive hanno risentito notevolmente dell’ondata di gelo che ha colpito con una violenza particolare le zone laziali a spiccata vocazione agricola. Dai cellulari accesi dei grossisti in contatto con i fornitori dei Castelli Romani, della Sabina, della Pianura Pontina, della Tuscia, dei Litorali nord è venuta fuori una rappresentazione tutt’altro che banale della situazione agricola, commerciale, logistica, distributiva nel Lazio. La filiera si è congelata e rattrappita. Niente broccoletti da Anguillara. A Fondi, quasi tutto bruciato. Tra Ladispoli e Cerveteri, ridotti ai minimi termini i volumi di finocchi, carciofi e cavoli. Decimata la presenza nel Car dei produttori con attività di vendita diretta per mancanza dei prodotti. Anche nei mercati rionali romani molti banchi di  autoproduttori oggi non sono stati aperti. Bruciati, nemmeno raccolti, assenti dai box dei grossisti, o presenti in quantità esigue, gli ortaggi coltivati “a pieno campo”, quindi esposti al maltempo, sono molto rincarati. Tra gli aumenti più pesanti dei 26 prodotti confrontati oggi con i listini di gennaio 2016 (stessa settimana) spiccano il +350% delle bietole, il +233% dei cipollotti, il +225% degli spinaci, il +170% della lattuga, il 157% delle zucche, il 150% dei cavoli. L’attività delle serre scaldate a tutta manetta dagli idrocarburi – quelle non sfondate da gelo o neve – ha alzato i rincari. “Per oggi e per domani – sospira il topmanager del Car Fabio Massimo Pallottini – le scorte dei grossisti fronteggeranno bene o male le esigenze distributive e gli ordini di rifornimento dai dettaglianti. Inevitabili gli aumenti con questi chiari di luna. E se il gelo seguiterà, non escluderei problemi di rifornimento ortofrutticolo negli esercizi della distribuzione commerciale al dettaglio. Speculazioni? Ancora non ci risultano”.