Un mercato troppo “maschio”? Troppo no, ma tanto si.

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Il suo nome è Patrizia, di classe vicina ai 50.

Laureata a pieni voti in Giurisprudenza, la incontriamo allo stand 64 del Centro Agroalimentare di Roma – Settore Ortofrutticolo Ovest.

PERCHÉ?

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Il suo cognome è Erra, un cognome storico già presente ai Mercati Generali di Via Ostiense.

Patrizia rappresenta infatti la terza generazione. Suo nonno ha indossato i panni del grossista ortofrutticolo quando a Roma aprivano i battenti i vecchi Mercati ed oggi lei è qui dal giorno in cui quei Mercati hanno voltato pagina e sono divenuti uno dei maggiori Centri Agroalimentari in Europa.

Ci racconta che ha iniziato per “gioco”.

Neo laureata, intraprendente e dinamica come è nella sua indole, invece di andarsene in vacanza e godersi un po’ di meritato riposo, decide di accompagnare suo padre al lavoro. E’ Aprile e presto dovrà riprendere a studiare ma, in poco tempo, rimane “incastrata” come lei stessa ci dice, e suo padre comincia a contare sulla sua presenza.

E TUA MADRE COSA NE PENSO’?

Mia madre non mi ha mai osteggiato. Ha rispettato la decisione e dopo mi ha anche sostenuta.

RIMPIANTI?

No. Sono felice di aver fatto questa scelta. Non posso dire di essere una “appassionata”, ma questo lavoro mi ha “preso” ed anche potendo non riesco a non essere presente ogni mattina, puntuale, sei giorni a settimana.

DI QUESTO DOPO NE RIPARLIAMO. NON RIESCI QUINDI AD IMMAGINARTI ALTROVE?

Potrei fare anche altro nella vita e certo “non voglio morire su una cassetta di frutta” come dicevano i miei vecchi. Riesco a gestire bene il mio tempo. Allo otto di mattina vado in palestra, vengo a lavoro, esco con gli amici, ho una vita sociale e naturalmente curo la mia famiglia.

E’ DURA?

Si, lo è. Specialmente per via che la domenica dobbiamo lavorare. Il Centro Agroalimentare è aperto la domenica dalle 6.00 alle 11.00 e quindi dobbiamo essere qui che è ancora notte.

GIORNO E NOTTE. UNA DICOTOMIA CHE DURA NELLA STORIA. IL MERCATO E’ CAMBIATO DALLA NOTTE AL GIORNO. NON E’ SOLO UN MODO DI DIRE! CE NE PARLI?

Si, in effetti la nostra vita è cambiata radicalmente da quando l’Ente gestore (CAR ScpA ndr) ha deciso di aprire di giorno. Oggi possiamo parlare di qualità della vita, cosa prima impensabile. E’ stato un passaggio molto difficile, in alcuni momenti anche doloroso, perché ha prodotto dei forti contrasti tra noi e con i nostri acquirenti, cioè i mercati rionali che sono ancora una delle nostre principali utenze. Oggi nessuno si lamenta più perché i fatti ci hanno dato e continuano a dare ragione della scelta.

SCUSACI MA DOBBIAMO PARLARE DI TE, NEL SENSO CHE E’ MEMORIA DI UN GIORNO MOLTO IMPORTANTE PER TUTTI ED IN PARTICOLARE PER LE DONNE. TROVI CHE IL CENTRO AGROALIMENTARE SIA TROPPO “MASCHIO”?

No, non è troppo “maschio” ma tanto “maschio” sì.  I miei acquirenti nel tempo sono cambiati. Oggi il Mercato si presenta multietnico, anche se in proporzione gli italiani sono ancora la maggioranza. I piccoli buyers sono in prevalenza egiziani e per cultura e tradizione sono piuttosto restii a trattare con una donna. Se sono obbligati trattano sul prezzo fino a “spuntarlo”. Devono averla vinta.

E’ UNA CONVIVENZA DIFFICILE?

No, assolutamente. Hanno imparato a conoscermi ed adesso mi apprezzano come donna e come imprenditrice. Anzi voglio approfittare, se mi è concesso (e certamente concediamo ndr.) di sfatare il luogo comune che nei negozi gestiti dagli egiziani il prodotto sia sempre di bassa qualità. Non è così, almeno per quelli che si approvvigionano da me o da altri miei colleghi che trattano prima scelta.

DONNA E’ SINONIMO DI VALORE AGGIUNTO. SEI D’ACCORDO?

Si. La donna ha un’apertura mentale, una duttilità ed una sensibilità per i particolari, per le sfumature che in genere agli uomini manca. Rispetto ad un collega so di essere meno intransigente e di godere di maggiore elasticità mentale, che mi porta ad adeguarmi con maggiore facilità ai cambiamenti ed alle circostanze. Devo dire che con i miei clienti ho un rapporto di consolidata fiducia, anche affettivo. Con i nuovi clienti invece riesco a cogliere quell’aspetto, nel modo di fare o di parlare, che mi fa subito capire se è il caso o meno di “stringere”. Bisogna sempre avere la capacità, l’intelligenza di dire: “è meglio fermarsi qui”.

QUESTO POTREBBE ESSERE UN GRANDE MONITO PER TANTE DONNE: “E’ MEGLIO FERMARSI QUI”. GRAZIE PATRIZIA. ORA PERO’ VOGLIAMO SAPERE SE IL VALORE AGGIUNTO CHE TU RAPPRESENTI QUI POSSA AIUTARE LA GESTIONE A MIGLIORARE QUALCOSA.

Grazie a voi. Abbiamo fatto passi da “gigante” e credo che possiamo ritenerci soddisfatti. Si tratta di un lavoro impegnativo ma comunque fattibile. Vorrei solo poter godere di un po’ di riposo in più la domenica, magari un leggero slittamento di due ore non mi dispiacerebbe.

COSA TI POTREBBE DIRE TUO PAPA’ OGGI, SCORGENDOTI TRA LE CASSETTE DI FRUTTA E VERDURA?

Per papà sarebbe certo una gioia. In particolare lo renderebbe molto felice ed orgoglioso vedermi qui, oggi, integrata e sicura di me. Vedi, non sempre un lavoro che nasce per un uomo non può rivelarsi tale anche per una donna.

Arrivano i suoi clienti e Patrizia con un sorriso, bello e garbato, ci fa capire che adesso ha altro da fare. Noi la guardiamo prendere il suo blocchetto e la sua penna, la sentiamo parlare di prodotti, di freschezza, di qualità ed anche di prezzo, con il suo modo di fare, schietto ma pur sempre elegante. Ce ne andiamo contenti.

Un # per Patrizia? Ce lo lancia lei da lontano: UNA PARIOLINA AL CAR

Ci sta! Molto, ma molto reinventata. BRAVA PATRIZIA!

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Un gran 8 Marzo a tutti!

Ufficio Sviluppo CAR